TIROIDE SECCA

A cosa serve la tiroide secca?

È migliore rispetto agli ormoni tiroidei sintetici? Perché?

La tiroide umana produce diversi ormoni che regolano praticamente tutte le funzioni dell’organismo. Tra questi ormoni, i più conosciuti e importanti sono T4 e T3.
Nell’ipotiroidismo, cioè la ridotta funzione della tiroide, il farmaco più prescritto è normalmente l’Eutirox o uno dei suoi analoghi (Tirosint in compresse o in forma liquida, il Tiche o il Syntroxine in forma di capsule molli e meglio assorbibili). Sempre però solo t4.
Il punto è proprio questo. Il T4 è in realtà un ormone inattivo, non in grado di esplicare alcuna funzione, le cellule non lo riconoscono. E’ necessario che esso venga trasformato nel T3 che rappresenta l’ormone attivo, l’effettore periferico della funzione della tiroide.
In molti casi, questa conversione non avviene in modo corretto derivandone una riduzione dei livelli di T3 che mantiene il paziente in una condizione di ipotiroidismo subclinico nonostante i valori di TSH, fT4 e FT3 siano valutati nella norma solo perché compresi all’interno del range di riferimento (senza asterisco indicato dal macchinario del laboratorio).
Riporto un’affermazione di Janie Bowthorpe dal suo libro Stop The Thyroid Madness, “Un farmaco che contenga solo T4 funziona bene come un ascensore che arriva solo al quinto piano di un grattacielo di 50 piani. Certamente potrete sentirvi un pochino meglio e notare qualche risultato, ma vi rimarrà comunque una pletora di sintomi da ipotiroidismo dovuti ad un trattamento inadeguato”.
Questa affermazione credo esprima perfettamente il problema.
Questa visione “pigra” definisce normali valori che invece non lo sono. Guardando attentamente si potrebbe notare che il livello dell’fT4 supera quello dell’fT3. L’opposto di quello che dovrebbe essere.
Quando è la tiroide a produrre T4, il valore della sua frazione libera (fT4) si posizionerà al terzo inferiore del range mentre quello dell’fT3 tra la metà ed il terzo superiore.
L’inversione del rapporto dei due ormoni, pur se all’interno del range, è patologia al pari di quanto avviene in altre condizioni patologiche ormonali dove i due ormoni prodotti dalla stessa ghiandola sono invertiti nel rapporto. Mi riferisco alla sindrome dell’ovaio policistico (PCOs) dove l’LH è superiore all’FSH o nell’iposurrenalismo subclinico dove il DHEA è superiore al cortisolo. Se il rapporto di due ormoni prodotti da una stessa ghiandola è alterato allora ci sarà patologia anche se i valori non sono asteriscati solo perché risultano all’interno del range di riferimento.
Il risultato per molte di queste persone ipotiroidee a cui viene prescritto Eutirox o una delle formulazioni con solo T4 è stanchezza cronica, sonnolenza post-prandiale, gonfiore, aumento di peso, brain fog (annebbiamento del cervello), più una serie di altri disturbi che spesso non vengono correlati alla terapia inadeguata. Prima che le aziende farmaceutiche producessero ormoni sintetici, l’unica possibilità di curare le patologie ormonali era quella di utilizzare ormoni di provenienza animale (gh bovino nei casi di nanismo ipofisario, gonadotropine della cavalla nei casi di ipogonadismo/ infertilità femminile, corteccia surrenale bovina nell’iposurrenalismo ed estratto tiroideo dal maiale nell’ipotiroidismo).
L’avvento degli ormoni sintetici fu una grande conquista per l’endocrinologia. Sarebbe stato più facile produrre ormoni, i dosaggi sarebbero stati molto più precisi, si sarebbe evitato qualunque rischio di contaminazione.
Per questi motivi, gradualmente, gli ormoni naturali furono sostituiti da quelli sintetici. L’Eutirox fu l’ormone tiroideo con cui noi endocrinologi iniziammo a curare ogni forma di ipotiroidismo.
La diffusione dell’Eutirox nel mercato farmaceutico fu così imponente da risultare negli anni uno dei farmaci più venduti in assoluto.
Allo stesso tempo, la sua notevole diffusione fece ridurre le vendite dell’estratto tiroideo fino a che le aziende produttrici non ritennero più conveniente produrlo.
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